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Il motivo
che ci spinge a
scrivere queste
righe è l’enorme
passione che ormai
si è radicata dentro
di noi. Una passione
forte, vera e
maledettamente
ossessiva. Forse è
sbagliato
descriverla come
ossessiva.
Ma quando ci si
sveglia la mattina e
si pensa a come
sarebbe bello essere
a pesca, quando ci
si trova a lavoro e
si pensa a come si
dovrà impostare la
prossima
pasturazione, quando
ci si trova a casa
per pranzare e si
pensa a come
dovrebbe funzionare
il terminale che si
sta testando, quando
ci si trova con la
propria ragazza e si
pensa al luogo in
cui stanno
stazionando le
carpe, quando ci si
corica per dormire e
si pensa che dormire
nel proprio letto di
casa sia solo
un’occasione persa
per arrivare a
contatto con il
nostro grosso e
amato ciprinide,
allora non si può
che ammettere in
fondo di essere un
pochino
ossessionati.
Ma è peggio
ammettere le proprie
ossessioni, o voler
far credere di non
averne?
Il KKT nasce
all’incirca nel 2001
da un’idea di Andrea
Fiorentini e Mauro
Sartori. L’intento
principale era
quello di
distaccarsi da tutta
l’ipocrisia che
circonda il mondo
della pesca
sportiva, dai falsi
pescatori, dalle
gelosie e dalle
guerre tra fazioni.
Non penso affatto
che sia fuori luogo
dire che il KKT sia
un gruppo pacifista
all’interno del
movimento carpista,
dove la cosa
fondamentale è il
confronto con le
esperienze altrui.
Il gruppo iniziale
si è modificato nel
tempo, fino al
raggiungimento del
solido gruppo di
amici in
collaborazione tra
loro che forma
l’attuale squadra.
Ma l’intento di
questo gruppo va
oltre la semplice
amicizia. Ciò che ci
mette spesso nelle
condizioni di
catturare carpe è
l’estrema
collaborazione che
avviene tra tutti i
membri. Lo scambio
di informazioni è
sempre alla base dei
nostri successi .
Non siamo gli unici
ad intendere questa
pesca in questa
maniera e infatti il
gruppo di persone
sostenitrici delle
nostre stesse idee e
del nostro stesso
modo di comportarsi
si allarga di giorno
in giorno.
Quali sono quindi i
punti fondamentali
del nostro modo di
intendere il carp
fishing?
Amicizia e rispetto
tanto nei confronti
dei membri del
gruppo, quanto nei
confronti di tutti
gli altri pescatori.
Massimo rispetto per
l’ambiente che ci
circonda e che ci
permette di vivere
la nostra grande
passione in luoghi
di uno splendore
infinito.
La ricerca continua
di informazioni che
ci permettano di
affinare , con il
passare del tempo,
qualsiasi tipo di
approccio in
qualsiasi tipo di
ambiente.
E cos’è che proprio
non riusciamo a
concepire?
La gelosia che regna
nei confronti di chi
spesso si fa un
mazzo così per
riuscire a catturare
qualche bel pesce.
Il non sapersi
confrontare con gli
altri, per ricavarne
cose positive.
L’ipocrisia che
ormai circonda
sicuramente un buon
50% del movimento
carpista.
I pescatori di carpe
che si vendono alle
aziende per
potersene vantare
invece che per poter
riuscire a pescare
meglio.
Coloro che vogliono
far credere che la
pesca sia una delle
proprie priorità.
Alla fine noi siamo
solo carpisti, è a
pescare che
pensiamo!!!!
KARP KOMBAT TEAM |